Sono passati tre anni da quando, su iniziativa di sette firmatari, veniva pubblicato il manifesto “Fermare il Declino”.

Sono solo tre anni, ma l’impressione è che sia passata un’intera era geologica.

L’appello lanciato quel giorno puntava il dito su un’Italia che discendeva verso una crisi che poteva ancora definirsi reversibile.

Quello che è successo dopo, lo sappiamo tutti e tutti abbiamo avuto il tempo di polemizzare, di lamentarci, di elaborare un vero e proprio lutto.

Ma oggi la situazione è cambiata.

Allora la situazione vedeva l’Economia davanti alla Politica (le scrivo volutamente con la maiuscola).
Erano necessari immediati e grandi sforzi finanziari in un paese che da decenni li rifuggiva.

Oggi è la Politica che riprende il suo posto e di cui si sente il bisogno.
Una Politica che sia in grado di ridisegnare l’Europa, per non renderla schiava di opposti estremismi, recessivi da una parte e fallimentari dall’altra, ma sempre non risolventi.


europa

Una Politica che sia in grado di dare un’alternativa al pensiero unico che Renzi ha saputo, con abilità, imporre.
Una Politica che sia in grado di dare voce alla massa silenziosa e frammentata dei lavoratori, delle partite IVA, dei commercianti, delle imprese piccole e medie; tutte categorie che non hanno più una voce che le difenda e tuteli.


Tasse

Una Politica che sia in grado di fermare l’ondata razzista che sta salendo alimentata dagli ambienti più beceri di una piccola politica di piccoli interessi.

giustizia

Una Politica insomma che sappia dare una visione, una prospettiva, un futuro per quella metà abbondante dell’Italia che non si accontenta di sopravvivere, che vuole lasciare ai propri figli e nipoti qualcosa di più di un paese in sempiterna crisi e sempre in emergenza.

E tutti noi che allora ci abbiamo creduto, tutti noi che ci abbiamo messo la faccia, che abbiamo scelto spesso per la primissima volta di impegnarci, non possiamo delegare.

  • E’ il momento delle responsabilità.
  • E’ il momento delle scelte.
  • E’ il momento di smettere di subire e di lamentarsi.


Raccogliamo le nostre voci sparse e diamo forza alla nostra voglia di cambiare l’Italia.
Non lasciamo agli altri il nostro futuro, rendiamoci attivi per cambiarlo e renderlo migliore.

Non dobbiamo più fermare il declino, dobbiamo costruire il futuro.

Costruire una federazione che sia in grado di inglobarci tutti, in grado di esprimere la voce di tutti e di coordinare la nostra lotte.

Raggruppiamoci intorno ad una bandiera, quella della libertà, per cui i nostri nonni hanno combattuto e che ci hanno tolto in modo subdolo e silenzioso.
Siamo già in tanti che piano piano si stanno raccogliendo intorno all’idea per darsi da fare.

intorno

Vuoi metterci la faccia? Vuoi impegnarti e lavorare con noi?
Scrivi a futuro at liberiparty.it.