Non mi sono mai piaciute le partite in cui una squadra, dimostrata la propria manifesta superiorità, non si accontenta di vincere, ma insiste nell’umiliare l’avversario seppellendolo sotto una valanga di goal. Trovo sia un’inutile umiliazione che nulla aggiunge e molto toglie all’etica sportiva.

In campo politico, assistiamo ormai da alcuni anni alla debacle completa di un centro destra incapace di contrastare se non con urla scomposte lo schiacciasassi Renzi con la corazzata del PD, finalmente unita alla conquista del potere.

Eppure le occasioni non sarebbero mancate, viste le continue promesse e le reiterate bugie di un governo che prende a prestito le parole e le idee della destra liberale e le utilizza per riforme stataliste di segno opposto.

Così i regali elettorali sono stati guardati quasi con invidia, come se il pensiero fosse “accidenti, ma perché non ci abbiamo pensato noi ?”

La scelta di azzerare le poche risorse a disposizione per emanare un Job Acts in grado di aumentare il numero dei lavoratori solo per il periodo di maggior sgravio non è stato denunciata con forza. L’utilizzo abnorme di voucher non è utilizzato per una valutazione reale di ciò che significa, e cioè che le azienda non possono rischiare assunzioni a lungo termine, e neppure per proporre ciò che realmente potrebbe essere utile per una ripresa reale, e cioè una profonda revisione del mercato del lavoro, in cui il “posto fisso” venga finalmente abbandonato in cambio del “lavoro continuo”.

I disastri della “Buona Scuola” dovrebbero dare forza a chi ha interesse reale per il futuro dei nostri giovani. Promulgare riforme che guardano solo la modalità di gestione del personale e che ben poco toccano programmi e strategie dimostra la totale mancanza di visione e una forza di opposizione dovrebbe avere buon gioco nel denunciare un sistema inefficiente.

Anche le ultime notizie relative alla prossima finanziaria, tutta focalizzata verso pensionati e lavoratori statali, cioè verso categorie che non producono reddito, lascia il fianco scoperto per attacchi efficaci purché puntuali, con proposte concrete e alternative reali, e non genericamente “contro”.

E invece no. Seguendo non si capisce bene quali ragionamenti, il centro destra è tutto concentrato su un unico obiettivo, il No al referendum, visto come momento risolutivo puntando sulla sconfitta di Renzi. Peccato sia l’ennesima dimostrazione di quanto poco ormai venga compreso l’umore del paese. Una vittoria del No andrebbe tutta iscritta ai 5 Stelle, che hanno girato l’Italia in lungo e in largo, e il centro destra rimarrebbe relegato nell’angolo, utile idiota portatore di voti.

Anche la vittoria del Sì, a queste condizioni, sarebbe per il centro destra un disastro. Una riforma che è molto simile a quella a suo tempo proposta, in gran parte discussa, scelta e votata, infine respinta e nonostante questo approvata dalla maggioranza degli italiani sarebbe la prova definitiva dell’inutilità di questo centro destra.

E, in un delirio di onnipotenza verso un avversario tramortito unito alla disperata ricerca di nuovi obiettivi in grado di scuotere le macerie di un paese sempre meno reattivo, ecco il tentativo ultimo di umiliazione, la goleada senza rispetto: il furto non più delle sole parole d’ordine, ma anche delle proposte che più hanno colpito e hanno fatto discutere.

Il ritorno all’idea della costruzione del Ponte sullo Stretto è uno schiaffo, la volontà di mostrare a tutti la capacità di fare ciò che ad altri era stato impedito, l’arroganza di chi presume la propria superiorità.

Se non riusciremo a coprire con la giusta, amara risata che un atteggiamento del genere merita, se non uniremo le forze per controbattere scelte di per sè ridicole, possiamo dire addio ad ogni speranza di costruire una alternativa e di dare una prospettiva diversa e migliore a questo paese.

In attesa della promessa di un milione di posti di lavoro ….