Ritenuto che il susseguirsi di eventi di rilevante criticità e impegno in materia di contrasto verso fenomeni di criminalità connessi al traffico di esseri umani e di controllo, gestione dei flussi migratori dal Nord Africa verso l'Italia e il conseguente allarme sociale che ne e' derivato, si rendono necessari interventi urgenti volti a mitigare gli effetti del fenomeno.

Considerato, altresì, necessario affiancare con   urgenza   ai predetti interventi misure di carattere preventivo da realizzare mediante la predisposizione di un piano nazionale per la gestione dell'emergenza strutturale dei flussi migratori, che contenga azioni strutturate e condivise al fine del benessere collettivo senza pregiudizio dell'integrità psico-fisica dei cittadini e dei soggetti stranieri coinvolti nel fenomeno dei flussi migratori;

Ravvisata la necessità di intervenire con ulteriori misure urgenti per alimentare il circuito virtuoso tra sicurezza, legalità e sviluppo a sostegno del tessuto economico-produttivo, nonché per sostenere adeguati livelli di efficienza del comparto sicurezza e difesa;

Ravvisata, altresì, la necessità di introdurre disposizioni urgenti in materia di ordine e sicurezza pubblica a tutela di attività di particolare rilievo strategico;

Ritenuta la straordinaria necessità e urgenza di   apportare ulteriori modifiche e integrazioni alla legge 24 febbraio 1992, n. 225, in materia di   protezione   civile, anche   sulla   scorta dell'esperienza acquisita nel periodo successivo all'entrata in vigore del decreto-legge 15 maggio 2012,  n.  59, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2012, n. 100;

Tenuto conto del crescente fenomeno migratorio in entrata verso l’Europa che si concentra in prevalenza sui due assi principali delle cosiddette rotte “Balcanica” e “ Nordafricana-Mediterranea”; e tenuto conto della posizione geografica e del ruolo geopolitico dell’Italia che ne fanno meta di arrivo e transito dei flussi migratori dai continenti africano e asiatico;

Tenuto conto della natura strutturale del fenomeno migratorio verso l’Europa e delle analisi predittive che quantificano l’entità e l’intensità del fenomeno migratorio in progressivo aumento per i prossimi decenni;

Tenuto conto dalla potenziale turbativa alla sicurezza delle istituzioni dello Stato e ai cittadini italiani rappresentata da flussi migratori di massa provenienti dai continenti africano e asiatico, al fine di preservare l’incolumità collettiva e individuale e allo scopo di tutelare l’interesse nazionale;

Vista la legge n. 943 del 30/12/86, mirante a definire le norme per i lavoratori extracomunitari e le loro famiglie;

Vista la legge n. 39 del 28/02/90, con cui si accetta ufficialmente la presenza stabile di stranieri che vivono e lavorano in Italia;

Vista la legge n. 40 del 6/03/98 in merito all’integrazione sociale e ai diritti-doveri degli stranieri;

Vista la Legge n. 401 del 9 novembre 2001, in materia di coordinamento operativo per le attività di protezione civile e per migliorare le strutture logistiche nel settore della difesa civile;

Vista la legge n. 189 del 30 luglio 2002, in materia di politiche migratorie e occupazionali per i cittadini stranieri, immigrazione e di asilo;

Visto il D.lgs. n. 112 del 31 marzo 1998, in materia di Conferimento di funzioni amministrative alle regioni e agli enti locali;

Visto il D.lgs. n. 300 del 30 luglio 1999 (e s.m.i.) in merito alla competenza in materia di Difesa Civile;

Visto il D.lg. 30 giugno 2003, n. 196, Codice in materia di protezione dei dati personali;

(…)

TITOLO I
PRINCIPI GENERALI

Art. 1
(Ambito di applicazione)

1. Il presente testo unico, in attuazione dell’articolo 10, secondo comma, della Costituzione, si applica, salvo che sia diversamente disposto, ai cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea e agli apolidi, di seguito indicati come stranieri.

2. Il presente testo unico non si applica ai cittadini degli Stati membri dell’Unione europea, se non in quanto si tratti di norme più favorevoli, e salvo il disposto dell’articolo 45 della legge 6 marzo 1998, n. 40.

3. Quando altre disposizioni di legge fanno riferimento a istituti concernenti persone di cittadinanza diversa da quella italiana ovvero ad apolidi, il riferimento deve intendersi agli istituti previsti dal presente testo unico. Sono fatte salve le disposizioni interne, comunitarie e internazionali più favorevoli comunque vigenti nel territorio dello Stato.

Art. 2

(Stato di emergenza strutturale per la gestione dei flussi migratori)

1. All’articolo 5 della legge n. 401 del 9 novembre 2001, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1, dopo le parole: « da calamità naturali, da catastrofi »; sono inserite le seguenti: « , da flussi migratori di massa ».

2. All’articolo 2, comma 1, della legge n. 225 del 24 febbraio 1992, dopo la lettera c) è inserito, a capo, quanto segue « d) eventi connessi con la migrazione di massa dell’uomo che per loro natura, entità ed estensione comportano l’intervento coordinato di più enti o amministrazioni competenti in via ordinaria ovvero debbono essere fronteggiati con mezzi e poteri straordinari. ».

3. All’articolo 5 della legge n. 225 del 24 febbraio 1992, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1, dopo le parole: « delibera lo stato d’emergenza, »; sono inserite le seguenti: « , ovvero lo stato di emergenza strutturale per la gestione dei flussi migratori ».

b) Dopo il comma 1-bis) è inserito il seguente comma: « 1-ter). La durata della dichiarazione dello stato di emergenza strutturale per la gestione dei flussi migratori non può superare i 365 giorni prorogabile per non più di ulteriori 180 giorni. ».

2. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Presidente del Consiglio dei Ministri ovvero il Ministro dell’interno da lui delegato provvede alla redazione del piano nazionale per la gestione dell’emergenza strutturale dei flussi migratori; il documento costituisce la direttiva per le pianificazioni discendenti e/o di settore predisposte dalle Amministrazioni centrali e per le pianificazioni provinciali redatte dai Prefetti e prevede la definizione del livello di emergenza strutturale dei flussi migratori e la relativa adozione di misure preventive, di sorveglianza e di intervento.

Art. 3

(Procedure per il rilascio del permesso di soggiorno e il riconoscimento dello status di rifugiato)

1. Al testo unico di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998, all’articolo 51 sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 2-bis, la frase: « è sottoposto a rilievi fotodattiloscopici»; è sostituita dalla seguente: « è sottoposto obbligatoriamente a rilievi fotodattiloscopici e biometrici di cattura del volto e scansione della retina oculare e dell’iride »;

2. Al testo unico di cui alla Legge n. 25 del 28 gennaio 2008, all’articolo 11, dopo il comma 4, è inserito il comma « 5. Lo straniero che richiede il riconoscimento dello status di rifugiato è sottoposto obbligatoriamente a rilievi fotodattiloscopici e biometrici di cattura del volto e scansione della retina oculare e dell’iride »;

Art. 4

(Esecuzione dell’espulsione e del rimpatrio)

1. All’articolo 12 del testo unico di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) Al comma 1, le parole: « per il tempo strettamente necessario »; sono sostituite dalle seguenti: « fino alla effettiva espulsione e rimpatrio »2.

b) Al comma 4, la frase: « Il provvedimento cessa di avere ogni effetto qualora non sia convalidato nelle quarantotto ore successive. »; è cancellata.3

c) Il comma 5 è abrogato e sostituito dal seguente: « La convalida comporta la permanenza nel centro per il periodo necessario all’espletamento di tutte le pratiche di espulsione, respingimento o rimpatrio. Il questore esegue l’espulsione o il respingimento non appena e’ possibile, dandone comunicazione senza ritardo al pretore. ».4

2. All’articolo 14 del testo unico di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) Al comma 5-bis, dopo le parole: « conseguenze penali della sua trasgressione. »; sono inserite le seguenti: « Qualora lo straniero non sia in grado di dimostrare di poter provvedere all’acquisizione dei necessari documenti per il viaggio, il questore ne ordina l’espulsione e il rimpatrio con effettivo accompagnamento alla frontiera, ovvero nel paese di origine dello straniero, esclusivamente a mezzo della forza pubblica, ovvero di soggetto pubblico o privato delegato dal Ministero dell’interno, nel minor tempo possibile. »;

b) Al comma 5-ter, dopo le parole: « a mezzo della forza pubblica »; sono inserite le seguenti: « ovvero di soggetto pubblico o privato delegato dal Ministero dell’interno, nel minor tempo possibile. »;

2. All’articolo 14 della Legge 6 marzo 1998, n. 40, sono apportate le seguenti modificazioni: al comma 1, le parole: « puo’ sostituire »; è sostituita dalla seguente: « sostituisce ».5

Art. 5
(
Controllo delle frontiere marittime, respingimento, espulsione, esecuzione del rimpatrio)

All’articolo 8 della Legge 6 marzo 1998, n. 40, sono inseriti i seguenti commi:

7. Nei confronti dei soggetti cittadini stranieri non comunitari soccorsi in acque internazionali in mare o su scialuppe di salvataggio a seguito di naufragio che siano in evidente stato di necessità, o pericolo, è adottata in via temporanea la tutela da parte dell’autorità che ne ha effettuato il recupero o alla quale siano stati successivamente consegnati. Tale tutela implica la somministrazione dell’assistenza necessaria ed immediata e la verifica dei requisiti richiesti dal D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286.

7-bis) Nei confronti dei soggetti cittadini stranieri non comunitari soccorsi in acque internazionali su natanti, o imbarcazioni, o scialuppe non a seguito di naufragio, è adottato il provvedimento di respingimento in mare, ovvero in caso di esigenze straordinarie dettate dallo stato di emergenza, di assistenza e accompagnamento presso le aree più vicine o sicure, anche al di fuori del territorio nazonale con priorità al punto di partenza o imbarco dei predetti soggetti.

8. Nei confronti degli stranieri non comunitari sprovvisti dei requisiti richiesti dal D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286 per l’ingresso nel territorio dello Stato si applica l’immediato respingimento con accompagnamento qualora non rientrino nella fattispecie del comma 7 del presente articolo.

9. I soggetti di cui ai commi 7 e 8 del presente articolo, compresi i richiedenti asilo politico o status di rifugiato, ovvero l’adozione di misure di protezione temporanea per motivi umanitari sono trattenuti all’interno di infrastrutture di accoglienza all’uopo istituite anche al di fuori del territorio nazionale in accordo con gli organismi internazionali interessati, organizzazioni governative e non governative riconosciute e che abbiano in essere accordi stipulati con il Governo italiano e ivi trattenuti sino a conclusione dell’iter di riconoscimento del diritto di asilo politico o status di rifugiato.

9bis. Il trattenimento perdura sino all’effettivo riconoscimento delle condizioni di asilo politico o status di rifugiato, ovvero l’adozione di misure di protezione temporanea per motivi umanitari. In caso di mancato riconoscimento i soggetti stranieri non comunitari sono espulsi con accompagnamento alla frontiera o rimpatriati nel paese di origine.

10. Entro 60 giorni dall’approvazione della presente legge il ministro dell’Interno, di concerto con il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e con i ministri per la Solidarietà sociale e del Tesoro, adotta tutte le misure necessarie nell’ambito di accordi internazionali bilaterali e multilaterali per la costituzione al di fuori del territorio nazionale di Centri di Accoglimento, Identificazione, e Riconoscimento di asilo politico, dello status di rifugiato, ovvero l’adozione di misure di protezione temporanea per motivi umanitari.

Art. 6
(
Divieti di espulsione e di respingimento)

  1. All’articolo 17 della Legge 6 marzo 1998, n. 40, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 2, punto a), la parola: « diciotto » è sostituita dalla parola « sedici »;

b) il comma 2, punto c) è abrogato.6

1 Verificare.

2 All’art 12 D.lgs. n. 286 del 1998: Quando non e’ possibile eseguire con immediatezza l’espulsione mediante accompagnamento alla frontiera, ovvero il respingimento, perche’ occorre procedere al soccorso dello straniero, ad accertamenti supplementari in ordine alla sua identita’ o nazionalita’, ovvero all’acquisizione di documenti per il viaggio, ovvero per l’indisponibilita’ di vettore o altro mezzo di trasporto idoneo, il questore dispone che lo straniero sia trattenuto per il tempo strettamente necessario presso il centro di permanenza temporanea e assistenza…

3 Il pretore, ove ritenga sussistenti i presupposti di cui all’articolo 11 e al presente articolo, convalida il provvedimento del questore nei modi di cui agli articoli 737 e seguenti del Codice di procedura civile, sentito l’interessato. Il provvedimento cessa di avere ogni effetto qualora non sia convalidato nelle quarantotto ore successive. Entro tale termine, la convalida puo’ essere disposta anche in sede di esame del ricorso avverso il provvedimento di espulsione.

4 La convalida comporta la permanenza nel centro per un periodo di complessivi venti giorni. Su richiesta del questore, il pretore puo’ prorogare il termine sino a un massimo di ulteriori dieci giorni, qualora sia imminente l’eliminazione dell’impedimento all’espulsione o al respingimento. Anche prima di tale termine, il questore esegue l’espulsione o il respingimento non appena e’ possibile, dandone comunicazione senza ritardo al pretore.

5 Ciò consente di presentare la proposta all’opinione pubblica come contributo alla riduzione del sovraffollamento delle carceri da personale straniero condannato e detenuto (Art. 14, Il giudice, nel pronunciare sentenza di condanna per un reato … puo’ sostituire la medesima pena con la misura dell’espulsione per un periodo non inferiore a cinque anni).

6 Non e’ consentita l’espulsione, salvo che nei casi previsti dall’articolo 11, comma 1, nei confronti:
a) degli stranieri minori di anni diciotto, salvo il diritto a seguire il genitore o l’affidatario espulsi;
c) degli stranieri conviventi con parenti entro il quarto grado o con il coniuge, di nazionalita’ italiana;