LE ELEZIONI EUROPEE



Mancano ormai poche ore alle elezioni europee ed è bene fare il punto al di là delle polemiche puramente strumentali che tutte le forze politiche hanno buttato sul tavolo in questi ultimi giorni.

Queste europee saranno un punto di svolta importante, molto di più di quanto molti pensano (e sperano).

E lo saranno soprattutto perché arriveranno al punto di non ritorno molte situazioni che fino ad oggi si erano trascinate.

L’EUROPA

Ma cominciamo dall’inizio: la prima istituzione che rischia di essere travolta dalla propria stupidità e proprio la commissione europea, quella che andremo ad eleggere. E lo è perché le forze “tradizionali” (cioè popolari, socialisti e liberali), dimostrando di non aver capito assolutamente nulla di quello che è la maggior richieste del popolo europeo, cioè quello di avere posizioni chiare, nette, uscendo dalle sabbie mobili della continua e faticosa contrattazione su ogni minimo argomento, hanno già in mente di fare il passo che darà il colpo mortale all’Europa che conosciamo: riunirsi in un unico, grande, viscido, inutile mucchio per continuare a svolgere i propri comodi sbarrando la strada ai barbari sovranisti. Se la mossa riuscirà così come prevista, possiamo essere facili profeti nel dire che, invece di salvarsi dall’onda nazionalista e xenofoba che monta in tutti i paesi, riusciranno nel capolavoro di un suicidio politico perfetto. E non ci mancheranno.

GLI ECONOMISTI E L’ITALIA


Altri di cui non sentiremo la mancanza sono i professoroni spocchiosi e più o meno sedicenti liberali che, dopo anni di studio sulla situazione industriale italiana (ridotta sempre peggio), sono riusciti ad arrivare a risultati particolarmente sofisticati, che si possono riassumere più o meno così: “Comprare 1.000 pezzi è più conveniente che comprarne 100. Produrre 1.000 pezzi costa meno che produrne 100.” con il conseguente consiglio di far diventare più grandi le aziende italiane. Peccato che per una nazione con più del 90% di PMI equivale a dire “care aziende, dovete suicidarvi praticamente tutte”. Un consiglio che, purtroppo, qualcuno ha dovuto seguire (qualcuno unendolo anche al proprio suicidio fisico, per disperazione). Diciamo che da simili personaggi ci si aspetterebbe una soluzione che non sia quella, facile, che anche uno studente delle elementari potrebbe ipotizzare. Anche loro sono destinati a sparire. E non ci mancheranno.

L’EX MOVIMENTO

Più dolorosa per molti sarà il passaggio dei 5S da movimento (rumoroso, informe, disordinato come ogni movimento) a partito politico. Con la scomparsa di tutto l’insieme di speranze, diversità, onestà che nell’animo di molti erano il fondamento. Ma passare da un’opposizione caciarosa alla gestione del potere ha necessità di un cambio di pelle. Vedremo pertanto gli anticasta diventare professionisti della politica e questo farà arrabbiare molti, deluderà molti altri, e lascerà a tutti noi il senso di una ennesima rivoluzione ferma a metà. Spariranno, ma ci rimarrà un sapore amaro in bocca.

L’EX … EX

Un partito che molti saranno felici di non vedere più sarà il carrozzone ormai vuoto ed inutile di Forza Italia. Non hanno fatto nulla perché qualcuno ne abbia nostalgia, non hanno idee innovative da molto tempo ormai, le proposte sono senza mordente e senza convinzione. Ma la sparizione dell’area liberale e di centro destra non può e non deve essere occasione di giubilo, anzi. E’ grave che in Italia non ci sia una rappresentanza per tutte le persone che ritengono la deriva fascistoide della Lega pericolosa, che non vogliono cedere ad un partito della spartizione come il PD e non si fidano delle incapacità e dell’impreparazione dei 5S. Solo quando il vuoto lasciato dalle illusioni di FI verrà riempito potremo tornare ad avere una democrazia compiuta. Spariranno, non ci mancheranno. Ma è assolutamente necessario che il vuoto venga riempito.


+..CHE COSA?

Senza troppo rumore e con una grande nostalgia di un gigante come Marco Pannella, sparirà il partito più fuori contesto di tutti, quel +Europa che ha tutte le ragioni e nessuna credibilità nè attrattiva. Ultima propaggine di un partito radicale a cui manca la forza e la sensibilità politica del fondatore, vero genio delle battaglie perse di grande ascolto, è destinato ad un affiancamento senza entusiasmo al partito della spartizione e delle poltrone, il PD. Non ci mancherà per nulla.

E RIMANGONO …

Rimarrà quindi qualcosa dopo queste elezioni ?

Certo, anche troppo. Rimarrà la (scontata) vittoria della Lega e di Salvini, a cui occorre riconoscere la capacità di aver portato un partito del 4% a vette impensabili fino a poco fa. Ma che sarà sempre più in difficoltà nel riuscire a realizzare le troppe promesse.

E rimarrà il partito delle poltrone, quel PD che ha ancora il coraggio di presentarsi come l’insieme di “quelli bravi”, “quelli preparati”, “quelli che sanno fare”. E lo abbiamo visto quanto hanno saputo fare, quanto hanno saputo occupare ogni angolo di potere e di influenza. Una vera casta di amministratori, anche troppo capaci di amministrare, a proprio tornaconto. Ci saranno ancora. E ci piacerebbe non ci fossero più. Potrebbero persino mancarci…